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Provincia di Rimini


PRODOTTI ALIMENTARI, CAMBIANO LE NORME SULLA ETICHETTATURA

Dal 5 agosto 2003 il D.lgs. n.181 (23 giugno), ha apportato modifiche di un certo rilievo al D.lgs. 109 (27 gennaio 2002) in materia di etichettatura, presentazione e pubblicit dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale.

Prodotti preconfezionati

Gli alimentari la cui vendita sia definita da norme nazionali o comunitarie, devono essere indicati con la stessa denominazione, anche nellelenco degli ingredienti dei prodotti composti in cui sono utilizzati.

Qualora in un alimento venga inserita la carne quale ingrediente, va specificato il nome della specie animale.

Il termine minimo di conservazione, da non confondere con la data di scadenza, determinato dal produttore o dal confezionatore o, nel caso di prodotti importati, dal primo venditore stabilito dallUnione Europea. E viene apposto sotto la loro diretta responsabilit.

Viene altres messo in evidenza come sui prodotti rapidamente deperibili a livello microbiologico e che quindi possono costituire in poco tempo pericolo per la salute, il termine minimo di conservazione sostituito dalla data di scadenza.

Rimane in vigore il divieto di vendere un prodotto dal giorno successivo alla scadenza.
La novit pi eclatante si riferisce invece alla possibilit che i Ministeri competenti determinino, sulla base dellevoluzione tecnologica e scientifica, la data di scadenza di alcuni prodotti freschi (come prodotti lattieri, formaggi, carni, pesce). Per il latte (no UHT e sterilizzato a lunga conservazione) previsto un decreto degli stessi Ministeri con il quale sar fissata la data di scadenza (abrogazione delle attuali norme).

Per ci che riguarda gli imballaggi contenenti prodotti preconfezionati, consentito che non vengano riportare le indicazioni obbligatorie, purch figurino sulle confezioni dei prodotti alimentari contenuti.

Se queste informazioni non possono essere verificate dallesterno, limballaggio deve riportare almeno la denominazione dei singoli prodotti e il termino minimo di conservazione (o la data di scadenza del prodotto pi a "rischio" di deperibilit).

ATTENZIONE!
Il decreto prende in considerazione anche i prodotti della gelateria, della pasticceria, della panetteria e della gastronomia; i prodotti dolciari preconfezionati destinati alla vendita a pezzo o alla rinfusa; i formaggi freschi a pasta filata; le acque non preconfezionate.
Per prendere visione della normativa rivolgersi alle sedi Confesercenti o visitare il sito: www.confesercentirimini.it