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Agriturismo: approvata nuova legge regionale

La Regione Emilia Romagna ha approvato la nuova legge sugli agriturismi “Disciplina dell’Agriturismo e della multifunzionalità delle Aziende agricole” nella seduta del 24 marzo 2009.
Di seguito si evidenziano le novità principali:
1. ricettività:
a. l’ospitalità è ammessa nel numero massimo di 12 camere ammobiliate nei fabbricati adibiti all’attività agrituristica e fino ad un massimo di 8 piazzole in spazi aperti. I limiti di 12 camere ammobiliate e 8 piazzole sono elevati a 18 camere e 15 piazzole in aree di particolare interesse “agrituristico” (parchi naturali, aree protette…). Inoltre, all’impresa agrituristica che da almeno tre anni aderisce ad un Club di eccellenza, possono essere autorizzate fino a un massimo di ulteriori cinque camere.
2. ristorazione:
a. è fissato il limite di 50 pasti giornalieri autorizzati su base mensile e la possibilità di elevare tale limite di ulteriori 2 pasti per ogni camera o piazzola autorizzata.
b. L’impiego dei prodotti da utilizzare per la somministrazione dei pasti deve rispettare le seguenti percentuali:
• 35% (il 25% per aziende collocate in aree di particolare interesse agrituristico) dei prodotti propri;
• 45% prodotti regionali con marchio DOP, IGP, IGT, DOC, DOCG, QC e tipici regionali, prodotti biologici regionali acquistati da aziende agricole del territorio regionale o loro consorzi, nonché prodotti di altre aziende agricole regionali, acquistati direttamente dai produttori, con preferenza a quelli della zona, o da loro strutture collettive di trasformazione e commercializzazione.
3. viene definita la nuova tipologia dell’Ospitalità rurale familiare, che sancisce la possibilità di ospitare nella parte abitativa del fabbricato rurale fino a 9 persone e di utilizzare la cucina familiare per la somministrazione dei pasti, esclusivamente a coloro che usufruiscono anche dell’ospitalità. L’ospitalità rurale, che può essere autorizzata solo in particolari zone (nei territori delle Comunità montane o delle Unioni di Comuni montani, nelle aree svantaggiate, naturali e protette…), è incompatibile con ogni altra forma di attività ricettiva o ospitalità agrituristica e può essere svolta solo dall’imprenditore agricolo professionale e con l’obbligo di mantenere la residenza nel fabbricato. I requisiti igienico-sanitari e urbanistici sono quelli delle abitazioni rurali.
4. i controlli da parte della provincia e da parte del Comune saranno effettuati con cadenza “almeno triennale”. Alle Province spetta il compito di verificare che siano mantenuti i “requisiti soggettivi e produttivi che hanno dato diritto al rilascio dell’abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica e della certificazione relativa al rapporto di connessione”; ai comuni spetta verificare che “l’attività sia svolta nel rispetto delle normative vigenti”. E’ prevista inoltre la possibilità che “Le Province ed i Comuni possono programmare l’effettuazione congiunta dei controlli di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo”.
5. Sono introdotti i Club di eccellenza, ovvero Club di aziende d’eccellenza riconosciuti dalla Regione che valorizzano specializzazioni agrituristiche sia in termini di servizi erogati che di prodotti offerti.