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Provincia di Rimini


DALL'INDAGINE CER EURES: VERSO UN PIANO NAZIONALE PER IL COMMERCIO 4.0

L'indagine condotta da Cer Eures per Confesercenti ha confermato che il commercio raramente viene considerato come un settore capace di adottare nuove tecnologie e di contribuire al processo di diffusione dell’innovazione. Eppure è innegabile che il comparto sia ormai da anni interessato da trasformazioni profonde, che stanno mutando l’intera matrice dell’offerta. Evoluzioni che fino ad oggi sono state vissute solo passivamente dalla politica economica, tanto da considerare quasi ineluttabile il dimagrimento della struttura commerciale tradizionale, sostanzialmente destinata a soccombere di fronte a una tendenziale polarizzazione fra grande distribuzione organizzata e piattaforme di vendita on-line. In questo modo si protrae una situazione di crisi avviata dalla recessione dei consumi e che ora trova alimento nella difficoltà finanziaria che la gran parte degli esercizi commerciali trova nell’adattarsi alle nuove forme di mercato.
I luoghi fisici dello scambio sono certo destinati a modificarsi profondamente, ma non a scomparire. E davvero fa specie, a questo riguardo, che non si colga il contrasto fra l’attenzione dedicata al tema delle “città intelligenti” e la sostanziale indifferenza verso il depauperamento degli esercizi commerciali, che pure della città sono elementi caratterizzanti fondamentali. Sta il fatto che le analisi dedicate al tema delle smart cities identificano numerosi stakeholders, fra i quali non compaiono però mai gli esercizi commerciali. Al fine di realizzare una crescita più bilanciata dell’attuale e di rendere più omogeneo il processo di diffusione dell’innovazione, è auspicabile che questo atteggiamento di passività verso le sorti del settore del Commercio sia superato e che apposite misure di promozione dell’innovazione vengano adottate. Ciò che si propone è un’estensione del Programma Industria 4.0, specificamente dedicato al settore e che superi la restrizione degli incentivi agli acquisti di determinate tipologie di macchinari con rilievo limitato per il Commercio, soprattutto per le imprese di dimensioni minori. L’obiettivo di tale estensione dovrebbe essere quello di veicolare trasformazioni comunque obbligate verso tre obiettivi di interesse generale, direttamente collegabili alla caratteristica di presenza diffusa sul territorio degli esercizi commerciali: - l’implementazione dell’Agenda digitale; - la realizzazione dei progetti di Smart cities e più in generale di riqualificazione degli spazi urbani; - il presidio per la sicurezza delle città.
Un accordo fra le Associazioni di rappresentanza e il Governo potrebbe quindi portare alla costituzione di un “Fondo rotativo per l’innovazione negli esercizi commerciali”, attraverso il quale favorire iniziative quali: la creazione di reti e piattaforme legate a un luogo fisico (ad esempio il quartiere); l’organizzazione di un’offerta turistica integrata, anche in questo caso riferibile a porzioni delimitate di territorio; l’implementazione di sistemi condivisi che consentano a una rete di esercizi di trattenere al proprio interno il valore prodotto dalla gestione di dati, sempre più considerata come la principale fonte di ricchezza dell’economia digitale; la presa in carico di alcune funzioni base del decoro urbano e della pulizia stradale, dietro apposito riconoscimento monetario; la sperimentazione diretta delle tecnologie di gestione delle città intelligenti. Iniziative che rientrerebbero a pieno titolo in un programma Commercio 4.0 e che consentirebbero di allineare il settore alle dinamiche innovative tipiche dell’industria.




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