Scegli Confesercenti per la tua impresa Domenica 26 Settembre  2021  










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Provincia di Rimini


APPROVATI DAL SENATO GLI EMENDAMENTI AL MILLEPROROGHE

Le modalità con cui è stata gestita fino ad ora “l’emergenza” del rinnovo delle concessioni del commercio su aree pubbliche ci deve fare riflettere.
All’indomani dell’entrata in vigore delle disposizioni previste dall'Intesa Stato Regioni, nonostante oltre 2/3 dei principali Comuni Italiani avessero già avviato le procedure per l’assegnazione delle concessioni in scadenza, il Governo ha ritenuto opportuno bloccare il tutto.
Sotto la spinta di associazioni dirette da sedicenti imprenditori e decisamente non rappresentative, ma caratterizzatesi per toni violenti e intimidazioni, con l’obiettivo e l’illusione di uscire dalla Bolkestein, il Governo ha voluto imporre uno stop del quale non se ne ravvisava la necessità, né l’opportunità, creando uno stato di incertezza e contrapposizione decisamente preoccupanti.
Quanto approvato dal Senato e contenuto nel “Milleproroghe” è frutto di una faticosissima ed estenuante mediazione, che ci ha visto, pur tra mille difficoltà, sempre in prima fila a rincorrere un filo che, più volte, pareva sfuggirci.
Un importante risultato lo abbiamo raggiunto anche se con tanta fatica.
Il nuovo “Milleproroghe” approvato dal Senato conferma ciò che auspicavamo: - La validità dell’Intesa Stato Regioni; - La validità delle procedure già avviate dai Comuni; - L’allineamento delle scadenze delle concessioni a far tempo dal 1/1/2019; - I Comuni virtuosi che hanno già definito le procedure garantiranno di fatto gli imprenditori con due anni di anticipo; - I Comuni che non hanno ancora provveduto a pubblicare i bandi lo dovranno fare quanto prima; - Disinnescati i rilievi dell’AGCM.
Il risultato così raggiunto è da valorizzare con intelligenza e tempestività impedendo a chiunque depistaggi e disinformazione. Messa ora in “sicurezza la categoria” lavoreremo comunque sempre per verificare la possibilità di uscire definitivamente dalle grinfie della Bolkestein.