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Provincia di Rimini


Commercio, un esercito abusivo sta mettendo in ginocchio l’ambulantato

Un esercito di venditori abusivi rischia di mettere in ginocchio il settore del commercio ambulante che da solo rappresenta il 15 per cento delle attività commerciali.
Cinquantamila irregolari sul territorio nazionale, in gran parte gestiti e sfruttati dalla criminalità organizzata, erodono in misura continua e crescente il fatturato (25 miliardi di euro annui) delle 180 mila imprese ambulanti che operano negli 8.000 comuni italiani, spesso lì dove il commercio tradizionale e soprattutto la grande distribuzione non arrivano.
Così, complici la crisi economica, la mancanza di controlli adeguati e l’accondiscendenza di buona parte degli italiani (il 48 per cento secondo un nostro sondaggio Confesercenti SWG), 4-5 miliardi finiscono ogni anno nelle casse del commercio abusivo. E mentre gli illegali prolificano, cresce il numero delle imprese, ambulanti o tradizionali, che chiudono i battenti, facendo somigliare il saldo tra aperture e chiusure sempre più ad un bollettino di guerra.
“E’ un fenomeno drammatico per l’ambulantato, ma pesante anche per il commercio in generale e per l’economia – sottolinea il presidente nazionale dell’Anva-Confesercenti, Maurizio Innocenti – e da tempo ne stiamo denunciando a gran voce prima i rischi e poi i danni. Per questo, abbiamo apprezzato l’operazione ‘Spiagge sicure’ voluta dal ministro Alfano, anche se resta ancora molto da fare per debellarlo. Gli abusivi sono numerosissimi e fanno affari anche grazie alla mancanza di controlli da parte delle autorità preposte.
Spesso, ad esempio, gli stessi Comuni che organizzano mercatini in tutta Italia, affittano le aree pubbliche a venditori abusivi senza effettuare verifiche. C’è bisogno di regole più chiare da rispettare e maggiori controlli – aggiunge Innocenti – ma è necessario anche un cambiamento culturale. Gli italiani che, acquistando da abusivi, credono di aiutare queste persone, in gran parte sfruttate ed in larga maggioranza extracomunitari, in realtà favoriscono la criminalità ed incentivano illegalità e sfruttamento. Per questo – conclude il presidente dell’Anva – insieme al nostro apprezzamento, abbiamo manifestato al ministro la disponibilità a collaborare per eliminare l’abusivismo commerciale, ridare forza alle imprese regolari e tutelare i consumatori”.