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Estate 2013: continua il trend di flessione dei fatturati delle imprese

In un periodo caratterizzato da un andamento incerto della domanda italiana, i primi dati sulla stagione estiva 2013 in Emilia Romagna fanno registrare una leggera diminuzione del mercato in termini di presenze.
Più in generale, se nei primi cinque mesi del 2013 l’industria regionale delle vacanze aveva già registrato una flessione delle presenze, nel trimestre estivo i risultati dovrebbero attestarsi su valori di leggera diminuzione (-1,2%).
L’Emilia Romagna riesce a reggere, seppure con difficoltà, grazie alla domanda estera e al recupero in agosto di quella italiana.
I cambiamenti più significativi dell’ultimo periodo sono stati: 1. aumento della quota di consumatori che scelgono i servizi sulla base del prezzo e non della proposta; 2. ulteriore incremento delle prenotazioni “sotto data” tramite il web; 3. rafforzamento del segmento lusso, grazie alla domanda proveniente in prevalenza dai mercati extraeuropei.
Questo è il quadro che emerge dall’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici per conto di Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna presso un campione di 622 imprese ricettive della regione, con un’offerta che è riuscita a tener fronte alla crisi anche se non in maniera omogenea. Il comparto alberghiero dovrebbe attestarsi al -0,7% (-2,1% di italiani e +4,4% di stranieri) e l’extralberghiero al -2,9% (-8% italiani e +8,4% stranieri).
La Costa Adriatica: dopo un giugno e la prima metà di luglio sottotono, segnali di ripresa sono stati registrati a stagione inoltrata, con il maggior afflusso soprattutto nei week end. Nel complesso dovrebbe attestarsi al -1,2%. Il calo degli italiani (-4,1%) è stato parzialmente compensato dalla crescita degli stranieri (+5,6%). Tra le nazionalità in aumento si segnalano: Germania, Svizzera, Olanda, Belgio, Francia, Russia e Paesi dell’Est.
Sulla base delle indicazioni del campione, il tasso di occupazione registrato dalle strutture ricettive regionali nel corso della stagione estiva 2013 si attesterebbe su una media del 60,1%. Il tasso di occupazione più elevato è stato registrato dagli operatori della Costa (69,5%), a differenza delle Città d’Arte che hanno conseguito il valore più basso (43%). Negativa la percezione sui fatturati conseguiti nel trimestre estivo, che dovrebbero segnare un decremento di oltre 5 punti percentuale. Il calo più evidente risulta per il settore extralberghiero (-7%), a differenza degli hotel che si attesterebbero al -4,3%.