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Canone RAI: i chiarimenti del Dipartimento per le Comunicazioni

La RAI – Radiotelevisione Italiana, nelle scorse settimane, ha provveduto all’invio di una lettera alle imprese di ogni tipologia, nella quale afferma che le norme di legge in materia di “abbonamenti alle radioaudizioni” imporrebbero l’obbligo del pagamento di un canone di abbonamento speciale anche a chi detenga, al di fuori dell’ambito familiare, apparecchi quali computer collegati in rete, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti.
Il decreto sulla disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni stabilisce in effetti che “chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento (…)”. Ma finora nessun Ente od organo aveva mai individuato tali apparecchi.
L’atteggiamento della RAI è apparso a R.ETE. Imprese Italia intollerabile: la richiesta del pagamento del canone a tutte le imprese, senza un riscontro delle reali situazioni operative, è sembrata piuttosto rispondere ad una non dichiarata ma evidente esigenza “di far cassa”.
A seguito della ferma opposizione delle Associazioni all’applicazione di quello che appare un insensato nuovo balzello, lo scorso 21 febbraio la RAI ha emesso un comunicato nel quale si afferma che “la lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori, fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori”.
Successivamente con nota prot. n. 12991 del 22 febbraio, il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo economico ha fornito i seguenti chiarimenti:
1. un apparecchio si intende “atto” a ricevere le radioaudizioni se e solo se include fin dall’origine gli stadi di un radioricevitore completo; sintonizzatore radio, decodificatore e trasduttori audio/video per i servizi televisivi, solo audio per i servizi radiofonici;
2. un apparecchio si intende “adattabile” a ricevere le radiodiffusioni se e solo se include almeno uno stadio sintonizzatore radio ma è privo del decodificatore o dei trasduttori, o di entrambi i dispositivi, che, collegati esternamente al detto apparecchio, realizzerebbero assieme ad esso un radioricevitore completo.
Ne deriva, come conseguenza, che un apparecchio privo di sintonizzatori radio operanti nelle bande destinate al servizio di radiodiffusione non è ritenuto né atto né adattabile alla ricezione delle radioaudizioni (e conseguentemente per esso non va pagato alcun canone TV).




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